“Un inferno comodo” il progetto espositivo di Eugenio Ampudia alla Real Academia de España di Roma
Curata da Blanca de la Torre, l’esposizione esplora il rapporto tra l’arte e i luoghi ad essa assegnati. In particolare il lavoro dell’artista spagnolo mette in discussione l’efficacia degli spazi conferiti alla cultura, proponendo anche una riflessione critica sul turismo culturale ROMA - “Un inferno comodo” è questo il titolo dell’esposizione di Eugenio Ampudia, ospitata alla Real Academia de España en Roma, dal 9 febbraio al 1 aprile. La personale dell’artista spagnolo si concentra sull’importanza di rendere più accessibile l’arte e di intendere la cultura e il patrimonio come spazi confortevoli. Parallelamente, propone una riflessione critica sul turismo culturale, legata in chiave metaforica a problematiche globali come il cambiamento climatico o le modalità di consumo, in particolar modo quella del nostro stesso patrimonio culturale e artistico. Il percorso espositivo si sviluppa all’interno dell’Accademia in quattro itinerari. Il primo, nel Salone delle Biblioteche, presenta le installazioni “site-specific” dal titolo “Fuoco freddo” e “Le parole sono troppo concrete”. La prima, una delle opere più iconiche dell'artista, raffigura una biblioteca in fiamme ed è ispirata all’idea del Manifesto Futurista di Marinetti. Il titolo della seconda biblioteca si sofferma sulla caratteristica delle parole di essere troppo concrete per raccontare certe cose e sull’importanza della comunicazione visiva per trasmettere idee. Il secondo itinerario è “il Salone infestato” nel quale spicca l’installazione “Piaga”, una moltitudine di scarafaggi che l’artista realizza da anni partendo da biglietti d’invito di mostre che sono a mano a mano aumentati e si presentano in diversi musei del mondo. In questa occasione si aggiungono quelli realizzati con gli inviti della stessa Academia de España en Roma insieme ad alcuni di altre istituzioni della città. Le ultime due sale compongono il “Salone in cui dormire”, che presenta la serie completa di video che l’artista realizza dal 2008 a partire dal semplice gesto di trascorrere la notte in uno spazio rappresentativo dell’arte e della cultura. Dietro l’apparente banalità di questo intervento, si cela una posizione di resistenza nei confronti di determinate politiche culturali e la distanza a cui hanno relegato il pubblico rispetto all’opera d’arte. Dall’altro lato, nell’installazione che dà il titolo a tutto il progetto, "Un inferno comodo", Ampudia trasforma il Tempietto di Bramante in un “chill-out” o un luogo di riposo per i turisti, con dei cuscini a forma di fiamme affinché i visitatori possano riposarsi all’inquietante suono del crepitio del fuoco. L’artista gioca con un’allusione all’inferno, da un lato parlando della de-sacralizzazione simbolica di quello spazio, dall’altro additando l’inferno turistico e strizzando ironicamente l’occhio al cambiamento climatico. Il progetto, nell'arco dell'anno, coinvolgerà anche altre istituzioni della città di Roma, tra queste la Fondazione Baruchello, l’associazione Tevereterno e l’Ambasciata di Spagna a Roma. Inoltre musei del calibro del MAXXI e della Galleria Nazionale d’Arte Moderna e Contemporanea, saranno sedi di presentazioni e conferenze. Vademecum “Un inferno comodo” di Eugenio Ampudia Real Academia de España en Roma Piazza San Pietro in Montorio 3 Ingresso libero. Martedì a domenica, ore 10-18 Infoline: eventi@accademiaspagna.org | tel. +39 06.581.28.06 ...