Il volume edito da Skira sarà presentato mercoledì 30 maggio ore 18.30 presso la Sala da ballo del museo
MILANO – Verrà presentato alla GAM di Milano, mercoledì 30 maggio alle 18.30, il volume “Vita mia” di Pietro Consagra edito da Sk…
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ROMA – “Il gusto di raccontare – Crostacei, pesci, molluschi e frutti di mare nei dipinti, s…
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FIRENZE – E’ stato presentato il 12 maggio nella Sala Bianca di Palazzo Pitti di Fire…
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M…
LeggiIl terzo libro della collana “Avvicinatevi alla Bellezza”, edita da Giorgio Tesi Editrice, sarà presentato sabato 2 dicembre alle 17.00 all’interno della Chiesa di San Bartolomeo in Pantano a Pistoia
PISTOIA – L’evento, ad ingresso libero, rientra nel calendario ufficiale di Pistoia Capitale della Cultura, ed è organizzato in collaborazione con l’associazione culturale The Wall e gode del patrocinio del Comune di Pistoia.
Il volume è un viaggio nel Rinascimento prima del Rinascimento: un percorso fotografico agli albori della fioritura artistica per la quale l’Italia è stata e rimane un faro nel mondo, attraverso i cinque monumentali pulpiti di Pistoia, tra cui quello più antico, riscoperto e in parte ricomposto nella cripta del Duomo. Curato dal gruppo Fai Giovani Pistoia e Fai Pistoia per quanto riguarda i testi (in doppia lingua, italiano e inglese), il libro è stato realizzato in collaborazione con la Diocesi e il Mibact, con il contributo di Giorgio Tesi Group, AIB All Insurance Broker e la Fondazione Caript.
Le immagini di Nicolò Begliomini a distanza ravvicinata fanno da filo conduttore al racconto, che per la prima volta riunisce i quattro arredi liturgici a cui Pistoia deve una delle sue più nobili identificazioni: il pulpito di Groppoli, attribuito alla scuola di Biduino (1193 circa), quello di San Bartolomeo, riferito a Guido Bigarelli da Como (1239/1250), l’opera del domenicano fra Guglielmo in San Giovanni Fuorcivitas (1270) e quella di Giovanni Pisano, che raccoglie l’eredita del padre Nicola e ne affina l’arte nel pulpito della Chiesa di Sant’Andrea (1301). A questi si aggiunge il pergamo di San Zeno, il più antico, le cui prime tracce risalgono all’anno 1043, riscoperto e in parte ricomposto nella cripta del Duomo di Pistoia.
Oltre a Philippe Daverio, direttore scientifico della rivista Artedossier, media partner dell’iniziativa editoriale insieme a Naturart, Discover Pistoia e Intoscana.it, interverranno Claudio Pescio, direttore editoriale di Artedossier, Giovanni Capecchi, direttore editoriale della rivista Naturart e autore dell’introduzione al volume, Alessandra Corsini e Maria Camilla Pagnini, autori e membri del gruppo FAI Giovani Pistoia e FAI Pistoia, Nicolò Begliomini, Art Director della rivista NATURART e autore delle fotografie del volume, Fabrizio Tesi, Legale Rappresentante Giorgio Tesi Group, Alessandro Tomasi, sindaco di Pistoia.
“La scultura lapidea medievale – spiega Philippe Daverio – è la testimonianza più vivace e diretta di quegli anni lontani e per molti oscuri. La sua lettura oggi richiede chiavi interpretative complesse ma affascinanti, come riesce a fare questo libro attraverso immagini e parole”.
Cristina Masdea, direttrice del Servizio Educativo della Soprintendenza e funzionario per Archeologia, Belle Arti e Paesaggio di Firenze, Pistoia e Prato sottolinea: “Giovanni Pisano riesce a trasformare il marmo in materia viva, raccontando l’uomo nei suoi sentimenti più profondi. Non troviamo solo la tenerezza della Natività, ma anche la disperazione delle madri e la crudeltà dei carnefici nella Strage degli Innocenti, il dolore e la paura nella Crocifissione, l’angoscia nel Giudizio Finale. E poi la grazia ispirata delle Sibille, la concentrazione grave dei Profeti e l’eleganza nobile degli animali simbolici che fanno da base al pulpito”.
Mentre Giovanni Capecchi, direttore della rivista Naturart aggiunge: “I testi sono intercalati dagli scatti di un fotografo che descrive (per far capire) ma anche da quelli di un fotografo che suggerisce un’emozione, che propone un particolare angolo di visuale, scegliendo, tra le centinaia di fotografie realizzate e con l’aiuto di un occhio sensibile, esperto e selezionatore come quello di Barbel Reinhard, quelle che possono offrire una personale chiave di lettura e una suggestione. Con lo scopo di scrutare la bellezza, nelle sue pieghe e nei suoi dettagli, di afferrarla, di fermarla in uno scatto; e di proporla, avvicinandosi a questa e facendoci avvicinare coloro che sfoglieranno il libro”.
Nella stessa occasione il critico inaugurerà anche la mostra, con gli scatti di Nicolò Begliomini riprodotti a grandi dimensioni, che sarà installata nelle navate della basilica fino a gennaio 2018.
Il terzo libro della collana “Avvicinatevi alla Bellezza”, edita da Giorgio Tesi Editrice, sarà presentato sabato 2 dicembre alle 17.00 all’interno della Chiesa di San Bartolomeo in Pantano a Pistoia
PISTOIA – L’evento, ad ingresso libero, rientra nel calendario ufficiale di Pistoia Capitale della Cultura, ed è organizzato in collaborazione con l’associazione culturale The Wall e gode del patrocinio del Comune di Pistoia.
Il volume è un viaggio nel Rinascimento prima del Rinascimento: un percorso fotografico agli albori della fioritura artistica per la quale l’Italia è stata e rimane un faro nel mondo, attraverso i cinque monumentali pulpiti di Pistoia, tra cui quello più antico, riscoperto e in parte ricomposto nella cripta del Duomo. Curato dal gruppo Fai Giovani Pistoia e Fai Pistoia per quanto riguarda i testi (in doppia lingua, italiano e inglese), il libro è stato realizzato in collaborazione con la Diocesi e il Mibact, con il contributo di Giorgio Tesi Group, AIB All Insurance Broker e la Fondazione Caript.
Le immagini di Nicolò Begliomini a distanza ravvicinata fanno da filo conduttore al racconto, che per la prima volta riunisce i quattro arredi liturgici a cui Pistoia deve una delle sue più nobili identificazioni: il pulpito di Groppoli, attribuito alla scuola di Biduino (1193 circa), quello di San Bartolomeo, riferito a Guido Bigarelli da Como (1239/1250), l’opera del domenicano fra Guglielmo in San Giovanni Fuorcivitas (1270) e quella di Giovanni Pisano, che raccoglie l’eredita del padre Nicola e ne affina l’arte nel pulpito della Chiesa di Sant’Andrea (1301). A questi si aggiunge il pergamo di San Zeno, il più antico, le cui prime tracce risalgono all’anno 1043, riscoperto e in parte ricomposto nella cripta del Duomo di Pistoia.
Oltre a Philippe Daverio, direttore scientifico della rivista Artedossier, media partner dell’iniziativa editoriale insieme a Naturart, Discover Pistoia e Intoscana.it, interverranno Claudio Pescio, direttore editoriale di Artedossier, Giovanni Capecchi, direttore editoriale della rivista Naturart e autore dell’introduzione al volume, Alessandra Corsini e Maria Camilla Pagnini, autori e membri del gruppo FAI Giovani Pistoia e FAI Pistoia, Nicolò Begliomini, Art Director della rivista NATURART e autore delle fotografie del volume, Fabrizio Tesi, Legale Rappresentante Giorgio Tesi Group, Alessandro Tomasi, sindaco di Pistoia.
“La scultura lapidea medievale – spiega Philippe Daverio – è la testimonianza più vivace e diretta di quegli anni lontani e per molti oscuri. La sua lettura oggi richiede chiavi interpretative complesse ma affascinanti, come riesce a fare questo libro attraverso immagini e parole”.
Cristina Masdea, direttrice del Servizio Educativo della Soprintendenza e funzionario per Archeologia, Belle Arti e Paesaggio di Firenze, Pistoia e Prato sottolinea: “Giovanni Pisano riesce a trasformare il marmo in materia viva, raccontando l’uomo nei suoi sentimenti più profondi. Non troviamo solo la tenerezza della Natività, ma anche la disperazione delle madri e la crudeltà dei carnefici nella Strage degli Innocenti, il dolore e la paura nella Crocifissione, l’angoscia nel Giudizio Finale. E poi la grazia ispirata delle Sibille, la concentrazione grave dei Profeti e l’eleganza nobile degli animali simbolici che fanno da base al pulpito”.
Mentre Giovanni Capecchi, direttore della rivista Naturart aggiunge: “I testi sono intercalati dagli scatti di un fotografo che descrive (per far capire) ma anche da quelli di un fotografo che suggerisce un’emozione, che propone un particolare angolo di visuale, scegliendo, tra le centinaia di fotografie realizzate e con l’aiuto di un occhio sensibile, esperto e selezionatore come quello di Barbel Reinhard, quelle che possono offrire una personale chiave di lettura e una suggestione. Con lo scopo di scrutare la bellezza, nelle sue pieghe e nei suoi dettagli, di afferrarla, di fermarla in uno scatto; e di proporla, avvicinandosi a questa e facendoci avvicinare coloro che sfoglieranno il libro”.
Nella stessa occasione il critico inaugurerà anche la mostra, con gli scatti di Nicolò Begliomini riprodotti a grandi dimensioni, che sarà installata nelle navate della basilica fino a gennaio 2018.
Il volume, edito da Gangemi, vuole dare un contributo a comprendere la genesi della creatività infantile e coglierne il nesso con testimonianze di eventi artistici ed espressioni culturali del XX secolo
ROMA – Il 9 novembre verrà presentato alle 17, presso la sede della casa editrice Gangemi, in via Giulia 142, a Roma, il volume dal titolo Il disegno infantile nell’arte e nel pensiero visivo di Antonio Torquato Lo Mele, architetto, artista, docente di arti applicate e studioso della comunicazione visiva.
Al centro di questo nuovo saggio di Lo Mele c’è “l’arte dello scarabocchio”, ovvero una rivalutazione completa del disegno infantile, nella sua struttura simbolica e formale.
Il volume, pensato e scritto come testo divulgativo, ma anche, all’occorrenza, come materiale universitario, fornisce chiavi di lettura capaci di entrare nel percorso sinergico tra produzione grafica dei bambini e strutture iconografiche degli artisti indagati: Mirò, Fontana, Picasso, Klee, Steiner, Beuys e tanti altri.
Il libro mette in discussione la prevalente interpretazione evolutiva per cui ciò che viene dopo è sempre migliore di quel che viene prima, configurando il disegno infantile come mondo ricco, assolutamente autonomo e congruente al proprio interno. “In altre parole – spiega l’autore – il tratto dei bambini non si giustifica in quanto destinato a trasformarsi in disegno ‘corretto’ dal punto di vista del realismo visivo, adulto. Esso semplicemente ‘appare’ in una certa età dell’uomo che siamo abituati a chiamare infanzia. Poi scompare per far posto ad altre stagioni”.
Obiettivo del saggio, corredato da disegni di bambini e opere d’arte del secolo scorso, è un’indagine sull’origine della creatività e del pensiero visivo, nonché una riabilitazione di quest’ultimo. “In un’epoca in cui la pratica della parola ha preso il sopravvento e ogni altro linguaggio è stato relegato in un mondo specializzato – come quello degli artisti -, tracce dell’originario pensiero visivo rimangono intatte quasi solo nell’universo dei bambini – scrive Lo Mele -, che riescono a mettere i loro segni al servizio del significato. Volendo ricorrere ad una metafora, oggi viviamo un po’ tutti, purtroppo, in una forma di analfabetismo visivo dalle evidenti ricadute sociali e culturali. Siamo orfani della semplice matita…”.
Questo saggio è rivolto non solo agli artisti ai teorici della forma e della figurazione ma anche a coloro che non hanno particolare talento artistico né pensano mai di seguire un’attività del genere, a ‘l’homme du commun’ direbbe Dubuffet, a coloro che hanno perso l’abitudine di tenere in mano una matita, ritenuta inutile per una presunta incapacità ad usarla. Infine agli educatori, a quanti pensano che il disegno non sia come nello sport agonistico il luogo dove si formano e si esercitano solo i talenti artistici, ma dove si forma il pensiero visivo.
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Vademecum
“Il disegno infantile nell’arte e nel pensiero visivo” di Antonio Torquato Lo Mele
Presentazione presso casa editrice Gangemi, via Giulia 142 – Roma
ore 17.00