Rai Storia ricorda Umberto Eco
Lunedì 19 febbraio alle 19.00 lo speciale dal titolo “L’Alter Eco. Umberto, lo storico delle idee”, di Giovanni Paolo Fontana con introduzione di Paolo Mieli Semiologo, scrittore, filosofo, saggista, professore universitario. Tutto in un nome: Umberto Eco. A raccontare la vita di Eco, le testimonianze di alcuni suoi amici. Tra questi il fisarmonicista Gianni Coscia che nel documentario esegue “La radio a tarda sera”, una canzone inedita scritta con Umberto, anche lui di Alessandria, coetaneo e compagno di scuola. L’editore Mario Andreose, arrivato in Bompiani subito dopo l’uscita del best seller “Il nome della Rosa”, narra invece il suo rapporto con Eco, durato 35 anni. E poco prima della sua morte, anche con Eco dà vita alla casa editrice “La Nave di Teseo”. C’è poi il multi-mediologo Danco Singer, ideatore con Eco del Festival della Comunicazione e della Encyclomedia, la prima grande enciclopedia multimediale. Il pittore e disegnatore Tullio Pericoli, invece, per decenni ha tratteggiato il volto di Umberto Eco. È uno dei pochi amici di Umberto che possono dire, con precisione, giorno mese e anno in cui è iniziata la loro amicizia: 14 giugno 1977, quando Eco scrive a Pericoli per avere l’originale di una vignetta apparsa sul Corriere della Sera e che gli era particolarmente piaciuta. Pericoli conserva ancora quella lettera, dove Eco scrive “non potrei certo ricambiare con un dattiloscritto al regalo del disegno. Nella migliore delle ipotesi avrebbe un valore d’antiquariato solo tra alcuni secoli, diciamo dopo l’Apocalisse”. Il semiologo Paolo Fabbri, infine, ricorda che il talento di Eco era così grande che la “mia ammirazione non è mai terminata. Eco era capace in qualunque cosa: scrivere romanzi, giocare a giochi complicati, logici, o scrivere rapidissimamente voci d’Enciclopedia su concetti fondamentali”. E poi aggiunge “l’amicizia è immersiva, resiste a tutto, persino a liti, odi, amori e così via. E così è successo con Eco, nonostante qualche dissapore teorico”. ...