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L’Agnello Mistico di Van Eyck on-line in altissima risoluzione

L’Agnello Mistico di Van Eyck on-line in altissima risoluzione

Il sito permette non solo una immersione nelle immagini in altissima risoluzione della celebre pala d’altare di Gent, maanche nei diversi stadi del trattamento di conservazione e restauro dell’opera iniziato nel 2012

ROMA – E’ online la nuova versione dell’applicazione web “Closer to Van Eyck”, che permette uno sguardo ravvicinato sull’artista e il suo capolavoro il Polittico dell’Agnello Mistico, realizzato nel 1432 col fratello Hubert. 

I nuovi contenuti sono disponibili sulla piattaforma http://closertovaneyck.kikirpa.beIl sito permette non solo di immergersi nelle immagini in altissima risoluzione della celebre pala d’altare di Gent, ma anche nei diversi stadi del trattamento di conservazione e restauro dell’opera iniziato nel 2012, con l possibilità quindi di confrontare simultaneamente le immagini del prima, durante e dopo il restauro, con una semplice funzione di zoom.

Ogni tappa del processo di conservazione è stata infatti documentata con tecniche fotografiche e scientifiche all’avanguardia, come le radiografie e la riflessografia a raggi infrarossi, che permettono di ottenere un altissimo livello di dettaglio della pittura e una risoluzione di estrema qualità delle immagini, pari a 100 miliardi di pixel. 

Le nuove immagini mostrano quindi alla perfezione il lungo lavoro di riscoperta ad opera dei restauratori dell’Istituto Reale Belga per il Patrimonio KIK-IRPA, che tra il 2012 e il 2016 hanno eliminato secoli di ridipinture dai pannelli esterni della pala d’altare, riportando a nuova vita e nuova luce la pittura originale di Van Eyck, coi suoi colori e i suoi volumi, talvolta inaspettati. 

Deborah Marrow, direttrice della Getty Foundation che, insieme alla Fondazione Gieskes-Strijbis e al Governo Fiammingo, finanzia il sito Closer to Van Eyck e il restauro dell’opera afferma: “La nuova documentazione di Closer to Van Eyck permette di immergersi nella genialità degli artisti. È un regalo per gli occhi e un’enorme fonte d’ispirazione per la ricerca” afferma. 

Altri partner dell’iniziativa sono la Kathedrale Kerkfabriek Sint Baafs (KKSB) di Gent, Lukas – Art in Flanders (LAF) di Gent, Universum Digitalis (UD) di Bruxelles, Visscher & Van Rijckevorsel filmproducties di Amsterdam e i Dipartimenti di Matematica e di Elettronica e Informatica della Vrije Universiteit Brussel di Bruxelles.

Il trattamento sul Polittico intanto continua sui pannelli interni, sempre nei laboratori allestiti presso il MSK – Museum of Fine Arts di Gent, sotto gli occhi dei visitatori del museo. I pannelli esterni già restaurati si possono ammirare nella Cattedrale di San Bavone a Gent, luogo in cui l’opera è storicamente conservata. Un biglietto di 12 euro garantisce l’ingresso nei due siti, includendo anche la visita al Caermersklooster, ex convento in cui fino al 26 novembre è allestita una mostra sui primi 4 anni di restauro.

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Trump sostiene di possedere un Renoir, in realtà si tratta di un falso

Trump sostiene di possedere un Renoir, in realtà si tratta di un falso

“Le due sorelle sulla terrazza”, questo il dipinto in questione. A smentire quanto affermato dal Presidente è l’Art Institute di Chicago, che infatti possiede l’originale dal 1933, grazie alla donazione di un collezionista d’arte

CHICAGO – Il Presidente degli Stati Uniti Donald Trump sostiene da tempo di possedere un dipinto di Renoir, si tratta de “Le due sorelle sulla terrazza”. A raccontarlo è Tim O’Brien, biografo del magnate. O’Brien spiega infatti che il presidente-miliardario, nel 2005, in occasione di una intervista per il libro “TrumpNation: The Art of Being the Donald”, mostrò con orgoglio il dipinto. O’Brien, che ha vissuto a Chicago e sa perfettamente che l’originale è custodito all’Art Institute di Chicago, ha raccontato che, dopo l’affermazione di Trump, per poco non prende un colpo. Tuttavia, in quella circostanza il Presidente, nonostante il tentativo di O’Brien di mettere in dubbio l’autenticità del dipinto, continuò ad insistere sull’originalità dell’opera in suo possesso. 

Di fatto il vero Renoir si trova appunto al museo di Chicago dal 1933, quando fu donato da un collezionista d’arte che lo aveva acquistato da un mercante d’arte parigino, che a sua volta l’aveva comprato nel 1881, al prezzo di 1.500 franchi, proprio dal pittore. 

A smentire quanto sostenuto da Trump è stata comunque la stessa portavoce del museo di Chicago, Amanda Hicks che, ripercorrendo la storia del quadro, lapidariamente ha poi affermato: “Siamo orgogliosi e grati della possibilità di condividere questo eccezionale dipinto con il nostro milione e mezzo di visitatori annui”. 

 

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“Soup Cans & Superstars” il documentario sulla Pop Art

“Soup Cans & Superstars” il documentario sulla Pop Art

Venerdì 6 ottobre alle 21.15 su Rai5 il lungometraggio per capire il contesto nel quale è nato questo movimento artistico, lo spirito che lo animava e l’eredità che ha lasciato in tutto il mondo

Ispirandosi ai cartelloni pubblicitari e alle insegne onnipresenti nel paesaggio americano, artisti come Andy Warhol e Roy Lichtenstein – sfruttando le immagini  prodotte dai mass media e dalla pubblicità che reclamizzano gli oggetti di uso comune e i nuovi idoli del cinema e della musica – creano alcune tra le immagini più memorabili del XX secolo: l’intento è quello di svelare il lato oscuro del sogno americano. Nasce così tra la Gran Bretagna e gli Stati Uniti, alla fine degli anni ’50  e l’inizio dei ’60, la Pop Art.  

Nel documentario il critico d’arte e presentatore inglese Alastair Sooke, intervista protagonisti di primo piano come l’americano James Rosenquist e l’inglese Peter Blake, per capire il contesto nel quale è nato questo movimento artistico e lo spirito che lo animava, l’eredità che ha lasciato in tutto il mondo e in particolare il successo che ha avuto nella società e nella “produzione creativa” di una delle nazioni più in crescita degli ultimi decenni: la Cina. 

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Art Buffet, capolavori in cucina

Protagonista della puntata in onda giovedì 5 ottobre alle 7.25 e in replica alle 13.45 su Rai5 è il pittore fiammingo Pieter Aertsen predecessore di Rubens e tra i primi a dedicare la sua arte alla natura morta

Pochi lo sanno ma la crepe non è un’invenzione recente. Già Pieter Aertsen, pittore fiammingo predecessore di Rubens e tra i primi a dedicare la sua arte alla natura morta, nel 1560 dipinge una tela in cui protagonista è proprio questo alimento. Storici della gastronomia oggi discutono con passione intorno alle origini e alla storia di questo piatto, che viene raccontato nel nuovo episodio della serie “Art buffet, i capolavori in cucina”. Al centro della puntata è una delle sue varianti: la “pascade”, originaria del paese francese Aveyron, che viene reinterpretata dallo chef Alexandre Bourdas nel suo ristorante di Parigi.

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Rai 5. Art Buffet i capolavori in cucina

Rai 5. Art Buffet i capolavori in cucina
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I Santi e i Martiri nelle chiese di Roma

Caravaggio a Santa Maria del Popolo

Martedì 3 ottobre alle ore 19.30 su Rai5, nuova puntata della serie “I luoghi del Giubileo” con lo storico dell’arte Antonio Paolucci

Il cristianesimo giubilare a Roma non è soltanto culto, ma anche ricerca della tenerezza, della passione, della mistica esaltazione che artisti come Caravaggio e Bernini hanno saputo infondere nelle persone e negli argomenti della Fede attraverso le proprie opere. Il nuovo appuntamento propone un itinerario tra le più alte testimonianze dell’arte, da Santa Maria del Popolo a San Luigi dei Francesi, per conoscere i santi e i martiri nelle chiese di Roma. Un itinerario artistico e spirituale con una guida d’eccezione: lo storico dell’arte Antonio Paolucci.

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I Luoghi del Giubileo, dal Colosseo al Pantheon

I Luoghi del Giubileo, dal Colosseo al Pantheon

Lunedì 2 ottobre alle 19.30 su Rai5 il viaggio sulla strada dei martiri parte dall’Anfiteatro Flavio, luogo simbolo delle persecuzioni subite dai primi cristiani per arrivare al Pantheon, tempio dedicato a tutti gli dei diventato chiesa dedicata alla Vergine e ai santi martiri

Per i pellegrini di ogni provenienza il luogo classico del martirio è il Colosseo. Il suo ruolo come luogo consacrato dal sangue era già stato riconosciuto dai Papi e, anche se non abbiamo testimonianze storiche, è molto probabile che i cristiani non protetti dalla cittadinanza romana, venissero esposti “ad bestias” dati cioè in pasto alle fiere, nei momenti più acuti delle persecuzioni. Per i pellegrini antichi era importante sostare nel Colosseo, ma anche visitare i luoghi che la tradizione diceva essere stati abitati da San Pietro prima della sua crocifissione.

Per questa ragione i primi cristiani hanno individuato nel Foro Romano, nella cosiddetta prigione Mamertina destinata ai prigionieri di stato, il presunto carcere di S. Pietro trasformato nel Settecento in un vero e proprio santuario memoriale. Altro luogo legato alla memoria di San Pietro prigioniero della legge romana e condannato a morte è San Pietro in Vincoli. In questa chiesa di impianto rinascimentale, e di antico patronato Della Rovere, si conserva la reliquia delle presunte catene di San Pietro, anche se la chiesa è soprattutto famosa perché custodisce il sepolcro memoriale di Giulio II Della Rovere.

La “tragedia della sepoltura” di Michelangelo (la grande tomba che doveva essere costruita dentro San Pietro ma che non fu mai realizzata) ha avuto qui la sua ultima e definitiva elaborazione. Qui Michelangelo ha consegnato al celebre “Mosè” la sua idea eroica della profezia e della religione.

La religione cristiana si incentra sull’antico tessuto culturale e artistico della civiltà greco romana, a volte limitandosi soltanto a mutare il nome e la destinazione degli antichi luoghi di culto. Accade così che il “Pantheon”, il tempio dedicato a tutti gli dei dell’Olimpo pagano, senza in nulla mutare le forme architettoniche dategli dall’imperatore Adriano, cambia semplicemente nome: diventa la chiesa dedicata al Pantheon cristiano, alla Vergine e ai santi martiri.

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Alla scoperta di Santa Maria Maggiore e San Paolo fuori le mura con Antonio Paolucci

Alla scoperta di Santa Maria Maggiore e San Paolo fuori le mura con Antonio Paolucci

Venerdì 29 settembre alle 19.25 su Rai5 terzo appuntamento con la serie prodotta da Rai Cultura “I Luoghi del Giubileo”

Due fra i luoghi simbolo del Giubileo e  capolavori artistici che a Roma, capitale del Cattolicesimo, hanno dato forma nei secoli alla spiritualità e alla religione sono le basiliche di Santa Maria maggiore e di San Paolo fuori le mura.

Sostando di fronte a Santa Maria Maggiore, si nota la magnifica, e altissima, colonna romana innalzata all’inizio del ‘600. Questa colonna è in asse con l’obelisco di San Giovanni in Laterano. Entrambe le opere, nell’ordinamento urbanistico voluto da Papa Sisto V alla fine del Cinquecento, sono le meridiane del Giubileo: la grande colonna e l’obelisco uniscono idealmente le due basiliche più importanti dopo San Pietro. La basilica di Santa Maria Maggiore è una antichissima costruzione paleocristiana a tre navate decorata con magnifici mosaici, incapsulata in un involucro barocco realizzato dagli architetti Fuga e Rinaldi.

Sulla via verso il mare sorge San Paolo che custodisce la memoria dell’Apostolo che in questo luogo venne decapitato. La chiesa è collocata fuori dalla cerchia muraria poiché la legge romana vietava le sepolture dentro la città. L’antica San Paolo fu distrutta da un incendio nel 1823 e ricostruita nelle attuali forme classicheggianti.

 

 
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Antonio Paolucci ci conduce alla scoperta di San Giovanni in Laterano e del santuario della Scala Santa

La Basilica di San Giovanni in Laterano - Navata centrale

Giovedì 28 settembre alle 19.30 su Rai5 secondo appuntamento con la serie prodotta da Rai Cultura “I luoghi del Giubileo”

ROMA – Alle origini della storia della Chiesa, dopo l’editto di Costantino che dichiara il cristianesimo “religio licita”, il cuore della fede cattolica si trova sul colle Laterano di Roma.

La Basilica dedicata a Cristo Salvatore è “mater et caput ecclesiarum omnium”, madre e capo di tutte le chiese del mondo. È la residenza del Papa e qui sorge anche il Battistero antichissimo dove, secondo la tradizione, è stato battezzato Costantino e da San Giovanni in Laterano Papa Bonifacio VIII indice nell’anno 1300 il primo Giubileo della storia. Entrare in San Giovanni significa ripercorrere le origini stesse della Chiesa di Roma, partendo dalle fondamenta, quelle della antica caserma dei “milites singulares”, sulle quali la chiesa dedicata a Cristo Salvatore è nata.

Non si può lasciare San Giovanni in Laterano senza una sosta al Santuario della Scala Santa. La leggenda, di origine medievale, narra che si tratterebbe della stessa scala salita da Gesù per raggiungere la stanza dell’interrogatorio di Ponzio Pilato prima della crocifissione, e che sarebbe stata trasportata a Roma da Sant’Elena Imperatrice, madre di Costantino I, nel 326.

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Gallerie Italia di Milano invase da 70 opere di Cracking Art

Gallerie Italia di Milano invase da 70 opere di Cracking Art

Chiocciole, lupi, rondini e altri animali per festeggiare i dieci anni in collezione del grande coccodrillo rosso, sempre opera del celebre collettivo di Biella, installato nel giardino del Manzoni

MILANO – A partire dal 27 settembre fino al 5 novembre, le Gallerie d’Italia, sede museale di Intesa Sanpaolo, in Piazza Scala a Milano, saranno invase da 70 coloratissimi animali, chiocciole, lupi, rondini e altri ancora, realizzati dal collettivo di artisti Cracking Art. 

I nuovi arrivati andranno a riunirsi con il grande Coccodrillo rosso, presente nel giardino del museo, per celebrare i suoi dieci anni di appartenenza alla collezione d’arte contemporanea di Intesa Sanpaolo. Il Coccodrillo infatti è entrato in collezione nel 2007 e da allora, dopo un  breve periodo sui balconi di Palazzo Beltrami, è stato esposto permanentemente nel Giardino del Manzoni, parte integrante delle Gallerie. 

Si tratta dunque di una sorta di festa di compleanno realizzata con una suggestiva e coloratissima installazione opera del collettivo nato nel 1993 a Biella.  Cracking Art, che si propone lo scopo di rinnovare le regole e il linguaggio dell’arte, ruotando sempre attorno al tema centrale della natura, si è fatto conoscere con le sue installazioni, non solo in Italia, ma anche in altri Paesi del mondo, dall’America, alla Russia fino alla Cina. 

Ad oggi sono circa 400 le installazioni realizzate in plastica riciclata, che riproducono principalmente animali, inserite in piazze, musei, strade.

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